L’antica città di Ferento: un viaggio nel tempo

Nella Tuscia viterbese il sito archeologico di Ferento offre la possibilità 
di passeggiare tra antiche vestigia e di godere di un panorama mozzafiato.

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Situato tra Montefiascone (VT) e i Monti Cimini, Ferento è la testimonianza di una storia ricchissima, che gode di un legame privilegiato con Roma. Qui nacquero l’imperatore romano Otone, che regnò nel 69 d.C., e Flavia Domitilla, moglie di Vespasiano e madre di Tito e Domiziano.

Le campagne di scavo

L’area archeologica di Ferento è interessata fin dall’inizio del XX secolo da varie campagne di scavo, tra cui quelle promosse dal “re archeologo” svedese Gustavo VI Adolfo. Durante gli interventi vengono alla luce il teatro, le terme e una strada basolata, la Via Ferentiensis, il decumano della città. Ferento, infatti, godeva di una vita attiva e vivace. Si sviluppò dal II secolo a.C., quando una fondazione romana si insediò su un precedente sito etrusco.

Nel corso dell’età augustea e giulio-claudia (27 a.C.-68 d.C.), l’area gode di un intenso sviluppo. Gli scavi del 1994, invece, hanno riportato alla luce domus e cisterne repubblicane, abitazioni e botteghe di età imperiale.

L’evoluzione della città

Dalla fine del V e per il tutto VI secolo Ferento ha ospitato la diocesi vescovile, poi trasferita nel VII secolo a Bomarzo. Nell’XI secolo un ampliamento della città suscitò rivalità con la vicina Viterbo fino al 1172, l’annus horribilis in cui Ferento fu distrutta.
Oggi, camminare tra questi antichi reperti significa apprezzare la perfetta armonia tra la mano dell’uomo e quella della natura. Il teatro romano è un luogo di grande fascino, edificato in età augustea (27 a.C.-14 d.C.). Presenta una cavea, la zona riservata al pubblico, circondata da 27 arcate a tutto sesto, e una scena. quest’ultima, era un tempo adorna di sculture, oggi conservate nel Museo Nazionale Etrusco – Rocca Albornoz di Viterbo.

Il teatro e le terme

Da alcuni anni, durante la stagione estiva il teatro riecheggia ancora di voci e musica e si trasforma nella suggestiva cornice di spettacoli. A est del teatro e di fronte al decumano sorge l’imponente complesso termale. Il frigidario, il tepidario e il calidario, ancora visibili, presentano l’originaria pavimentazione musiva e resti di colonne e di mura.

Per immaginare il fascino che le due strutture monumentali suscitavano sui cittadini e sui visitatori, basta leggere un’epigrafe del II secolo d.C., che definisce Ferento splendidissima civitas.