Campo Marzio nell’arte

Con i suoi monumenti di epoca romana, medievale e rinascimentale, la zona dell’antico Campo Marzio è il cuore pulsante di Roma, in cui passeggiare alla ricerca delle tracce più affascinanti della storia della città.

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Identificato dai romani come il “centro”, Campo Marzio prende il nome dal dio della guerra Marte. In origine, infatti, era sede di un santuario dedicato alla divinità e ospitava esercitazioni militari. Successivamente, le grandi famiglie nobiliari lo scelsero come luogo della propria residenza, determinandone l’assetto architettonico attuale.

Campo Marzio: tesori inestimabili

Si parte da via dei Burrò, che porta in una caratteristica piazzetta settecentesca, progettata da Filippo Raguzzini, che costituisce un vero e proprio teatrino all’aperto. La piazza dialoga sapientemente con la monumentale facciata seicentesca della Chiesa gesuita di Sant’Ignazio di Loyola. Appena varcato il portale d’ingresso della chiesa, si ha la sensazione di essere entrati in una dimensione “celestiale”. La decorazione interna è opera del pittore gesuita Andrea Pozzo, colto e teorico della prospettiva.

La volta e la finta cupola

Qui realizzò la Gloria di Sant’Ignazio nella volta della navata, uno degli affreschi più grandi al mondo, ben 750 metri quadri dipinto in soli tre anni! La serrata prospettiva architettonica sfonda la volta dell’edificio e tutte le figure sembrano esser rapite entro una vertiginosa successione di piani, fino alla gloria del santo titolare. Sempre ad Andrea Pozzo si deve la decorazione del catino absidale, del presbiterio e della finta cupola prospettica. Quest’ultima è una tela circolare piatta di ben 17 metri di diametro, capace di ingannare il visitatore attraverso uno straordinario effetto ottico.

Tra Michelangelo e il Rococò

Non lontano si trova la Basilica di Santa Maria sopra Minerva. L’edificio conserva, nonostante i rifacimenti seicenteschi, la facciata romanica. Dietro l’austerità esterna, all’interno della chiesa si nascondono innumerevoli meraviglie: il Cristo Risorto di Michelangelo Buonarroti, la pala raffigurante l’Ultima Cena di Federico Barocci e gli affreschi realizzati da Antoniazzo Romano. La Cappella Carafa ospita lo splendido ciclo affrescato di Filippino Lippi, considerato una delle opere più significative della pittura del tardo Quattrocento a Roma.

Un altro gioiello della zona è la Chiesa di Santa Maria Maddalena, situata nell’omonima piazza. Questa chiesa costituisce uno dei rari esempi di stile rococò a Roma. Nonostante le piccole dimensioni, non rinuncia al desiderio tipicamente barocco di suscitare nei fedeli meraviglia e stupore. La sagrestia, affrescata da Girolamo Pesci, dal gusto settecentesco, conserva la decorazione originaria a stucco e il ricco mobilio, unicum tra gli arredi sacri.

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